 |
INTERVISTA A MARCO VICHI di Federico Batini
Una intervista sul libro Ho
diritto ai Diritti, e in generale sul progetto Cittadiniamoci
D: Perché hai aderito al progetto CITTADINIAMOCI?
R: Quando sento parlare di Diritti mi si drizzano le antenne.
D:Secondo te i diritti in Italia trovano spazio?
R: In tutte le “democrazie” del mondo fra la Legge e la
realtà c’è una bel divario. In Italia c’è anche una lunga
tradizione di caccia al privilegio, che è nemico del diritto,
e spesso per avere ciò che ci spetta bisogna essere raccomandati.
Diceva qualcuno (non ricordo chi, forse Flaiano): “Di fronte
alla legge tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli
altri.” Ma è anche vero che la maggior parte degli italiani
hanno un bassissimo senso del dovere, inteso come rispetto
per i diritti degli altri.
D: C'è un livello di conoscenza e consapevolezza delle
persone sui propri diritti e doveri?
R: Il “livello” non credo che sia molto alto. In Italia
siamo un po’ tutti come Pinocchio, si va avanti “a naso”.
D: Cosa significa secondo te esercitare la cittadinanza?
R: Forse significa avere un senso più alto dello Stato…
ma dopo una unità nazionale recente e un po’ forzata, vent’anni
di fascismo e altri sessanta di “politica” come la nostra,
come fanno gli italiani a non considerare lo Stato come
un dominatore nemico da cui difendersi?
D: C'è una funzione dell'arte nel veicolare questi concetti?
R: Non credo nell’arte direttamente ed esplicitamente educativa
o politica, che diventa subito propaganda (interessante
solo a posteriori per storici e sociologi), ma sono convinto
che ogni opera d’arte contenga “involontariamente” dei messaggi
politici e filosofici, anche e soprattutto all’insaputa
dell’autore che la produce. .
|