|

Ingratitudine
Lucio Trevisan
Qualcuno sostiene che la violenza è legittima
solo quando c’è una dittatura, e pensa così di sciacquarsi la
bocca.
In democrazia sarebbe vietata.
Verboten!
E chi l’ha detto che una democrazia non è una forma di dittatura,
la dittatura della maggioranza?
E la minoranza deve stare a guardare, impassibile?
E se la minoranza decide che la democrazia è una dittatura?
E le rivoluzioni anticolonialiste e antimperialiste?
Il capitalismo, il dominio di una classe sulle altre, non è violento?
La vita è violenta.
“Tuo padre è morto.” “Peccato, il sughetto doveva essere buono.”
Grazie a un dialogo rimosso, nella quiete di un uomo solitario
riemergono i conflitti del passato: l’infanzia nella Milano del
dopoguerra, l’adesione alla rivolta studentesca, lo smarrimento
nei mari del Sud. Una vita come tante, eppure attraverso i nodi
irrisolti di un’epoca decisiva per la storia d’Italia sfilano
raccontati con sguardo impietoso i fantasmi degli anni ’70, fino
a un viaggio che sfiora il naufragio e approda a un finale sorprendente:
una cronaca dall’interno narrata in prima persona e in presa diretta,
traboccante di amori e illusioni.
Dotato di un tono sarcastico, alla Luciano Bianciardi, Ingratitudine
è un romanzo amaro e incalzante, con una prosa che senza sconti
racconta splendori e miserie di un ex sovversivo, “il più buono
dei cattivi e il più cattivo dei buoni”.
Lucio Trevisan
vive e lavora a Milano. Ha pubblicato Il delitto Gardini
(Colibrì, 1995),
Il naso di Mussolini (Mondadori, 1998), Prova
di forza (Mondadori, 2001) e Il mostro di Roma (Mondadori,
2002).
LIBRO 260 PAGINE
Euro 12,00
In libreria da maggio 2011
BUY IBS
|