Il mito Pablito Rossi visto da un ragazzino
Golin racconta l’Italia attraverso il calcio

Si chiama "Pablito mon amour" ed è il primo romanzo di Davide Golin, traduttore freelance e collaboratore del Gazzettino di Vicenza. E l'autore lo presenta stasera alle 21.30, al Chiosco di via Aristo, per il primo incontro con l’autore della stagione. Introduce l’incontro il giornalista Renzo Stefanel. Un libro incentrato su carriera e biografia di Paolo Rossi, esploso nel L.R. Vicenza del 1977/1978, ma visto attraverso gli occhi di un ragazzino di provincia, che cresce seguendo le imprese del suo idolo fino al ritiro nella stagione 1986/1987. Ma "Pablito mon amour" non è un romanzo sul calcio. «Oltre a Rossi e al piccolo mondo antico di provincia del Nordest, c'è anche la Storia con la S maiuscola, che entra nelle vite adolescenti così ricettive nei modi più buffi e subdoli, anche quando si tratta di terrorismo e cronaca nera», chiarisce Golin. La provincia, quindi, come osservatorio privilegiato per capire le trasformazioni del Paese. «Ma la provincia del mio romanzo oggi non esiste più: è quella di film come "Il Commissario Pepe", "Signore e signori", dei romanzi di Parise. Oggi città e provincia sono molto più amalgamate in una specie di gigantesco centro commerciale. Non esiste più la provincia come altura dalla quale contemplare il mondo con il dovuto distacco. Tanto più quella veneta». Il libro è già diventato un caso letterario. Golin dà spazio anche a Padova: «È la città dell'università, per tanti veneti dell'epoca lo scenario dei riti di passaggio dall'adolescenza all'età adulta: un surrogato dei campus dei college americani».